Pensiero di natale per un gatto

Non sono molti gli animali che ho avuto. Molti quelli cui sono stato vicino. Il primo è Tom, il dalmata fuori taglia di nostro nonno. Uscivamo sotto la pioggia assieme per mangiarci i lumaconi grigi e viscidi. Rincorsi da mia madre. E’ morto anziano, con i sintomi uguali a quelli del padrone già scomparso.

Poi Milly. La cocker che i miei ci fecero trovare nella camera da letto che dividevo con mia sorella. Quando eravamo piccoli noi, i cocker andavano di moda. Oggi sarebbe un labrador, o un bulldog francese. O, dio mio no, un carlino. Si ammalò ad una certa età, fu una convalescenza difficile. Aveva l’otite, il che, a guardare le orecchie dei cocker, non è poi così strano.

Morgana era la gatta che avevamo nella casa di Milano, in gb9. Poveretta. Sempre in mezzo a ogni genere di schioppati, alla fine faceva solo agguati e nessuno poteva accarezzarla. Rubava le bistecche dalle padelle ardenti. La presero i genitori di Luca, non so che fine abbia fatto.

Gonzo non era mio ma era un po’ il cane del thermos. Lo conoscevano tutti qui. Aspettava il verde per attraversare. Non ho mai conosciuto un cane tanto intelligente. Gli altri cani lo odiavano.

Laika l’ho trovata in strada, di notte, tornando dal thermos. Vive ancora con i miei. Mi è grata. Ora che è anziana gira con il cappottino per via dei reumatismi.

Nemmeno Drogo era mia, ma lo diventò. E’ una gatta schiva e sfuggente, ma bisognosa di affetto. Vive ora in una casa di campagna con Livio e Silvana e pare stia molto bene.

Alien è mio. Però quando l’ho portato nella casa di campagna con sua madre, Drogo appunto, non ho fatto in tempo a presentarlo alla sua nuova famiglia. Ora non so dove sia. Dopo la fuga non è più tornato e so che è colpa mia, perché dovevo dire di tenerlo chiuso in una stanza per un po’, due o tre giorni, perché si abituasse al nuovo luogo. Che è un paradiso per un gatto. Ma non se n’è accorto.

Io adesso che è natale spero che lui sia da qualche parte, randagio per la vallesina che è dolce e dove i randagi non sono proprio messi male, oppure preso da qualcuno che si sia accorto del bel pelo lucido e delle dimensioni e si sia detto che è un gatto adatto ai propri figli. Spero che non sia finito male.

Io penso a lui tutti i giorni e quando lo faccio devo respirare forte. Lo so che i gatti se la cavano sempre e,  fatta eccezione per quelli che finiscono sotto le auto, non si sente spesso di gatti che muoiono per inedia o di freddo. Io ad esempio cammino molto e non ne ho mai trovato uno morto così. Insomma, sono tosti. E lui pure. Mi dico queste cose, come un mantra. Lì a Mazzangrugno poi è vero che le auto corrono, ma c’è una strada sola. Insomma. Bisogna proprio essere cretini. E poi nessuno ha trovato felini investiti.

Ci sono diversi gatti in zona, anche cuccioli, e la gente li nutre. Lui era abituato al divano e al letto. Però è curioso, e non ha paura di niente, quindi magari ha scoperto la vita del girandolone.

Ecco. Volevo pensare un po’ a lui. Spero stia bene. E passi un inverno riparato.

Se qualcuno di voi smette di tenere un gatto, ricordatevi di chiuderlo per qualche giorno nella nuova casa impedendogli di uscire, per farlo abituare. Perlomeno la mia cazzata sarà servita a qualche cosa.

Divertiti, ciccione.

Pamarasca

6 risposte a Pensiero di natale per un gatto

  1. Povero gattone. Stará sicuramente sotto un cespuglio con un topolino fra le zampe a godersi l`aria umida della vallesina. La mia gatta é cosí antipatica che nessuno la vuole tenere, e graffia tutti, tranne me. Una trovatella che sarebbe stata meglio fra gli scogli al porto, ma che ora fa la porca vita fra divano letto e balcone. E ogni tanto le vacanze in campagna dove viene cacciata in cima agli alberi dagli altri gattoni piú esperti di vita all`aperto.
    Salute! A Alien! Che abbia una vita piena di micie, cibo e sonno.

  2. Può anche darsi che un giorno o l’altro te lo trovi davanti alla porta di casa. Il nostro vecchio Muesli (che avrebbe ora quasi 18 anni) stava via anche settimane intere. Ora sono 3 mesi, e io spero sempre che qualcuna delle famiglie dove sicuramente andava abbia pensato di non farlo più uscire per l’inverno…ma lui era comunque anziano e malato, l’avevo ripreso per il pelo già un’altra volta. Byko, un vecchio gatto di mio fratello, ha continuato a ritornare alla casa rossa che tu conosci per anni dopo il trasloco, attraversando la campagna per chilometri finchè non si sono decisi a lasciarlo lì. Noi ora abbiamo due cuccioli presi dal gattile, una terza sorellina purtroppo non ce l’ha fatta e ci ha lasciato fra le braccia proprio il giorno del tuo post. Erano malandati, ma li abbiamo curati e ora sembra che stiano bene. Per ora però gli facciamo credere che la casa abbia solo 2-3 stanze, proprio come dici tu, e li teniamo insieme, perchè sappiano sempre dove tornare quando esploreranno il giardino e la strada vicino…che strano è triste potere è a volte scegliere il meglio per la libertà degli altri!

  3. Io ne avevo sei quando abitavo con i miei a Posatora. Stavano nel giardino “condominiale”. Non ho mai capito perchè lo chiamassero così se era accessibile solo dal nostro balcone ma vabè. Non sapevano nenache come fosse fatta casa nostra, non sono mai entrati :) Li ho cresciuti rampanti! Stavano via tutto il giorno in gruppo per il parco di Villa Fiorelli (avevo le mura così vicino che quasi le toccavo dal mio balcone).
    Poi ci trasferimmo in Via Togliatti e uno ad uno mio padre li portò in “campagna da un amico” non so dove. Spero abbiano vissuto bene e felici.

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